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Pescecontro

4921 post
Re: Re: Coincidenze 5.1.2012 - 20:43 - #21

lycan ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
In questo 3d si può parlare delle coincidenze... Oppure si può svaccare...
Vi è mai capitato di pensare ad una persona e poi incontrarla per caso poco dopo o ricevere una telefonata?
A me era capitato anke con una delle mie lappine prifirite... Ke ai tempi non era ancora entrata nel ruolo di lappina prifirita...
Erano tipo 6 mesi ke non era più presente al locale dove andavo di solito perchè si era trasferita a lavorare in un altro stato... In questo tempo avevo pensato raramente a lei (non avevo ancora manco il suo numero)... Ma una sera, nel dirigermi al locale per rivedere l'altra mia lappina prifirita, avevo pensato ke mi sarebbe piaciuto rivederla... Et voilà... Al locale chi trovo? Proprio lei! Ke storia... Per dire...


Nessuno svacco perchè è interessante come argomento...io credo alle coincidenze e ho vissuto particolari situazioni che confermano quanto affermo...molte sono le ipotesi su questi fenomeni, magia,destino,metafisica,mondi paralleli ecc ma io credo invece al fatto che siamo tutti collegati da un energia che attraversa lo spazio e il tempo influenzando la psiche e lo spirito, un argomento comunque alquanto complesso ma interessante, consiglio di leggere la teoria della sincronicità di Carl Jung per comprendere cosa intendo dire anche se a tutt'ora molti punti sull'argomento sono ancora oscuri.


Ho dato un occhio su wiki alla teoria della sincronicità e sembra davvero mui interessante... Devo approfondire...

lycan

1129 post
Re: Re: Re: Coincidenze 6.1.2012 - 12:15 - #22

Pescecontro ha scritto:
lycan ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
In questo 3d si può parlare delle coincidenze... Oppure si può svaccare...
Vi è mai capitato di pensare ad una persona e poi incontrarla per caso poco dopo o ricevere una telefonata?
A me era capitato anke con una delle mie lappine prifirite... Ke ai tempi non era ancora entrata nel ruolo di lappina prifirita...
Erano tipo 6 mesi ke non era più presente al locale dove andavo di solito perchè si era trasferita a lavorare in un altro stato... In questo tempo avevo pensato raramente a lei (non avevo ancora manco il suo numero)... Ma una sera, nel dirigermi al locale per rivedere l'altra mia lappina prifirita, avevo pensato ke mi sarebbe piaciuto rivederla... Et voilà... Al locale chi trovo? Proprio lei! Ke storia... Per dire...


Nessuno svacco perchè è interessante come argomento...io credo alle coincidenze e ho vissuto particolari situazioni che confermano quanto affermo...molte sono le ipotesi su questi fenomeni, magia,destino,metafisica,mondi paralleli ecc ma io credo invece al fatto che siamo tutti collegati da un energia che attraversa lo spazio e il tempo influenzando la psiche e lo spirito, un argomento comunque alquanto complesso ma interessante, consiglio di leggere la teoria della sincronicità di Carl Jung per comprendere cosa intendo dire anche se a tutt'ora molti punti sull'argomento sono ancora oscuri.


Ho dato un occhio su wiki alla teoria della sincronicità e sembra davvero mui interessante... Devo approfondire...


Lieto di averti aperto a nuovi orizzonti, il mio interesse per Jung è nato molto tempo fà quando da ventenne mi facevo mille seghe mentali su situazioni ed episodi che trovavo inspiegabili e Jung è stato il primo psicoanalista ad ammettere che non tutto doveva avere una logica razionale ed era questo che mi piaceva di lui ad differenza dei suoi illustri colleghi che dovevano per forza razionalizzare il mistero, cmq ti consiglio di leggere un libro recentemente comprato di Massimo Teodorani " Sincronicità" dove spiega in modo semplice e chiaro traendo spunto non solo dalle teorie di Jung ma anche di fisici llustri come Wolfgang Ernst Pauli, questo libro sicuramente ti farà riflettere molto su cio che noi comuni mortali consideriamo "inspiegabile".

Pescecontro

4921 post
Re: Re: Re: Re: Coincidenze 7.1.2012 - 9:37 - #23

lycan ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
lycan ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
In questo 3d si può parlare delle coincidenze... Oppure si può svaccare...
Vi è mai capitato di pensare ad una persona e poi incontrarla per caso poco dopo o ricevere una telefonata?
A me era capitato anke con una delle mie lappine prifirite... Ke ai tempi non era ancora entrata nel ruolo di lappina prifirita...
Erano tipo 6 mesi ke non era più presente al locale dove andavo di solito perchè si era trasferita a lavorare in un altro stato... In questo tempo avevo pensato raramente a lei (non avevo ancora manco il suo numero)... Ma una sera, nel dirigermi al locale per rivedere l'altra mia lappina prifirita, avevo pensato ke mi sarebbe piaciuto rivederla... Et voilà... Al locale chi trovo? Proprio lei! Ke storia... Per dire...


Nessuno svacco perchè è interessante come argomento...io credo alle coincidenze e ho vissuto particolari situazioni che confermano quanto affermo...molte sono le ipotesi su questi fenomeni, magia,destino,metafisica,mondi paralleli ecc ma io credo invece al fatto che siamo tutti collegati da un energia che attraversa lo spazio e il tempo influenzando la psiche e lo spirito, un argomento comunque alquanto complesso ma interessante, consiglio di leggere la teoria della sincronicità di Carl Jung per comprendere cosa intendo dire anche se a tutt'ora molti punti sull'argomento sono ancora oscuri.


Ho dato un occhio su wiki alla teoria della sincronicità e sembra davvero mui interessante... Devo approfondire...


Lieto di averti aperto a nuovi orizzonti, il mio interesse per Jung è nato molto tempo fà quando da ventenne mi facevo mille seghe mentali su situazioni ed episodi che trovavo inspiegabili e Jung è stato il primo psicoanalista ad ammettere che non tutto doveva avere una logica razionale ed era questo che mi piaceva di lui ad differenza dei suoi illustri colleghi che dovevano per forza razionalizzare il mistero, cmq ti consiglio di leggere un libro recentemente comprato di Massimo Teodorani " Sincronicità" dove spiega in modo semplice e chiaro traendo spunto non solo dalle teorie di Jung ma anche di fisici llustri come Wolfgang Ernst Pauli, questo libro sicuramente ti farà riflettere molto su cio che noi comuni mortali consideriamo "inspiegabile".


Grazie del consiglio! In effetti, per me, credo sia meglio partire con una lettura simplex... Ho idea ke i libri di Jung siano un pò + complessi... Per dire...

Pescecontro

4921 post
LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA... 23.1.2012 - 21:53 - #24

DinoMeneghin ha scritto:
devildriver ha scritto:
Senza ombra di dubbio nella vita di tutti noi si verificano numerose coincidenze... tuttavia io credo che siano semplicemente frutto della casualità, nulla di più.
Il fatto è che nell'arco di una giornata potrebbero verificarsene un' infinità, ma noi facciamo caso solo a quelle che si realizzano, e non a tutte quelle possibili ma non verificate...
Quindi il rapporto fra coincidenze verificate e coincidenze possibili risulta comunque basso, il che mi porta ad escludere che ci sia sotto lo zampino del destino o robe varie...



Anche se, sotto sotto, piacciono anche a me le coincidenze... ed è bello ogni tanto "prendersi in giro" giocando con esse...


LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA DOPO IL BIG BANG SIAMO NOI

In attesa di iniziare la lettura del libro “Sincronicità” per cui finora ho fatto solo il primo passo acquistandolo (ora è solo una questione di tempo perché in un libro le informazioni sono già presenti tutte contemporaneamente…) volevo parlare di una coincidenza singolare…
La più grande coincidenza dopo il Big Bang siamo noi: l’unica civiltà tecnologicamente avanzata nell’universo (o almeno l’unica da noi conosciuta).
A tal proposito inserisco un paio di video tratti dal documentario di Sthepen Hawking “Universo – La teoria del tutto”:




E’ interessante notare che solo alla fine del secondo filmato si capisce ke Hawking la pensa come DinoMeneghin e devildriver… Ma quello ke dice prima fa pensare a tutto l’opposto (almeno a mio avviso)… Per dire…
Anke nel libro di Stephen Webb “Se l’universo brulica di alieni… Dove sono tutti quanti?” la soluzione 31 al paradosso di Fermi parla di questa strana coincidenza:

"Soluzione 31: l'Universo è tutto per noi
L'uomo è misura di tutte le cose. (Pitagora)
Un ragionamento importante, che attinge a piene mani alla fondamentale analisi del paradosso di Fermi proposta da Hart, afferma che il genere umano sia solo. La logica si basa sulla presenza di una serie di “passaggi difficili" sul cammino che porta allo sviluppo di una civiltà tecnologicamente avanzata: tra quelli che discuteremo nelle prossime pagine ci sono genesi della vita, evoluzione degli animali pluricellulari e sviluppo di un linguaggio simbolico. Qui, tuttavia, non hanno importanza i dettagli di queste fasi. Il ragionamento richiede solo che sulla strada verso l'intelligenza ci sia una serie di tappe fondamentali ma poco probabili. (L’eminente evoluzionista Ernst Mayr ha elencato più di una decina di fasi "difficili" di questo tipo. Secondo altri scienziati potrebbero essercene anche di più, in particolare se si aggiungono all’elenco alcune coincidenze fisiche e astronomiche.) Alcune fasi evolutive che definiamo "difficili" potrebbero anche rivelarsi tutt'altro che ostacoli. Noi consideriamo difficile un certo fenomeno evolutivo se si è verificato solo una volta nella storia della Terra; probabilmente, però, alcuni passi potevano essere fatti solo una volta: la competizione da essi stimolata ne avrebbe resa ridondante una ripetizione. D'altro canto, alcune fasi potrebbero essere state davvero improbabili. Per esempio, se uno sviluppo di particolare criticità richiedesse la coincidenza di diverse mutazioni, altrimenti insignificanti, avrebbe senso ritenerlo un vero colpo di fortuna.
Consideriamo ora una coincidenza importante, che costituisce il fulcro del ragionamento che segue.
Da un lato, il nostro Sole è esistito per circa dieci miliardi di anni. Il periodo durante il quale esso riuscirà a sostenere pianeti abitati potrebbe anche essere più breve - infatti alcuni astronomi pensano che l'evoluzione futura del Sole renderà la Terra inabitabile nel giro di uno o due miliardi di anni - quindi la vita "utile" del Sole potrebbe limitarsi a sei o sette miliardi di anni. D'altro lato, Homo sapiens ha fatto la sua comparsa sulla scena quando il Sole aveva circa 4,5 miliardi di anni.
Queste due scale temporali (la vita del Sole e il tempo necessario per lo sviluppo della vita intelligente intorno al Sole) potrebbero trovarsi in un rapporto 2 a 1, o addirittura 1,3 a 1. È incredibile quanto questi due orizzonti temporali siano vicini, tanto più che sono entrambi determinati da fattori che, presi a sé o combinati, non sembrano avere nulla da spartire l'uno con l'altro. La vita del Sole è determinata da una combinazione di fattori gravitazionali e nucleari, mentre sono variabili chimiche, biologiche ed evolutive a fissare lo scaturire della vita intelligente. Viviamo in un Universo dove gli ordini di grandezza temporali spaziano moltissimo: diversi processi subatomici si verificano in meno di 10(elevato a-10) secondi, mentre molti fenomeni astronomici ne richiedono addirittura lO(elevato a 15) . I tempi caratteristici di altri processi sono anche più estremi, cosicché le probabilità che due scale temporali del tutto indipendenti presentino pressoché lo stesso valore sono remote. Allora come possiamo spiegare l'osservazione fatta sopra senza chiamare in causa la coincidenza?
Avremmo una soluzione se la scala temporale dell'evoluzione fosse molto inferiore a 4,5 miliardi di anni. Immaginiamo che il tempo standard necessario all'evoluzione della vita intelligente su un pianeta simile alla Terra sia solo di un milione di anni: così la coincidenza delle due scale temporali si ridurrebbe, certo, ma a scapito delle probabilità dello sviluppo recente del genere umano, che diventerebbero infinitesimali. Dopo tutto, se avessimo potuto nascere soltanto un milione di anni dopo il raffreddamento della Terra, perché non misuriamo che la Terra ha un milione di anni? O per lo meno, perché non due, tre, o quattro milioni di anni? Perché sono dovuti passare 4,5 miliardi di anni prima che comparissimo noi? Questa non è una buona soluzione.
L'altra soluzione richiede che la scala temporale dell'evoluzione sia molto maggiore di 4,5 miliardi di anni. Questo ragionamento concorda con l'ipotesi di Mayr, secondo cui ci sarebbe tutta una serie di passaggi difficili nello sviluppo dell'intelligenza, "difficili" nel senso che su un certo pianeta idoneo il tempo tipico per il verificarsi di un dato fenomeno è lungo (magari più lungo dell'età attuale dell'Universo). Ma se devono essere realizzati diversi passaggi difficili, noi non dovremmo esistere e basta!
La maggior parte delle persone, quando sente questa seconda soluzione, la scarta per gli stessi motivi della prima: le probabilità che il genere umano sia nato da poco sono scarse. Le due situazioni, però, non sono equivalenti.
Pensiamo all'insieme di tutti gli universi possibili. (Sta a voi considerare universi in qualche modo "reali" o come una specie di idealizzazione matematica.) In alcuni universi si verificano fenomeni improbabili e hanno luogo catene di eventi inverosimili: in questi universi a causa delle fortuite macchinazioni del caso, si compie quell'insieme di passaggi difficili che portano all'intelligenza. Ed è proprio questo il genere di universo che una specie intelligente potrà osservare, con se stessa al suo interno. In altre parole possiamo ignorare gli universi possibili nei quali non esistiamo, visto che per definizione per noi non esistono. Gli universi che possiamo osservare devono essere quelli in cui i passaggi difficili si sono verificati e hanno portato a noi. Ora possiamo chiederci: in tutti gli universi che esistono per noi, qual è il momento più probabile in cui possiamo avere origine, dato che possiamo svilupparci soltanto all'interno dei dieci miliardi di anni che corrispondono alla vita totale del Sole (o nei sei-sette miliardi di anni di vita utile del Sole, se è vero questo ragionamento)? Un semplice calcolo indica che se ci sono dodici fasi difficili, il momento più probabile per la nostra nascita si presenta dopo che è trascorso il 94% della vita utile della stella.


Il momento più probabile per la nascita di una civiltà comunicante
Immaginiamo che ci siano n passaggi difficili sul cammino che porta allo sviluppo di una civiltà capace di instaurare una comunicazione interstellare. Supponiamo, inoltre, che queste tappe debbano essere raggiunte nell'arco di tempo L (in anni) in cui una stella esiste. Un rapido calcolo mostra che il momento più probabile in cui può nascere una civiltà comunicante è dato dall'espressione L/(2(elevato a 11n)). Se ci sono una dozzina di passi difficili (n = 12) il momento più probabile è 0,94 L. Il calcolo non determina esattamente quando nascerà una specie intelligente, ma solo che il tempo medio perché abbia origine una civiltà, se ci sono dodici passaggi difficili con cui venire a patti, è uguale al 94% della vita della stella.


Le nostre osservazioni sembrano in linea con i risultati di questo semplice calcolo. Se il Sole potesse sostenere la vita sulla Terra per dieci miliardi di anni, il genere umano sarebbe nato più o meno all’inizio della seconda metà del tempo a disposizione. Tuttavia, se è vero – come credono alcuni astronomi - che il Sole può sostenere la vita soltanto per un altro miliardo di anni circa, il genere umano si sarebbe sviluppato attorno all'83% del tempo a disposizione. È un risultato incredibilmente vicino al momento previsto per l'origine dell'umanità.
Arriviamo così al punto cruciale. Dal semplice fatto che abbiamo selezionato gli universi nei quali esistiamo noi (e come potremmo sceglierne un altro?) non possiamo dedurre automaticamente che esistano altre specie intelligenti. Noi dobbiamo esserci perché la nostra osservazione ci conferma che esistiamo; ma l'esistenza degli alieni deve confrontarsi con probabilità poco buone. Un ulteriore calcolo chiarisce le cose. Se ci sono una dozzina di passaggi difficili sulla strada verso l’intelligenza superiore, anche basandoci su assunti generosi c'è solo una possibilità su un milione di miliardi che ci sia un'altra specie intelligente in tutto il nostro Universo. È ovvio che non li vediamo!


Il numero di specie intelligenti nel nostro Universo
Immaginiamo che ci siano n passaggi difficili nel cammino verso l'intelligenza e che ognuno di essi richieda d anni per essere completato. Supponiamo poi che ci siano p pianeti adatti, ognuno dei quali potrebbe sostenere la vita per t anni. Il numero di specie intelligenti esistenti è dato dall'espressione p x [t/(n X d)](elevato a n). Siamo generosi e ammettiamo che ogni stella di ciascuna galassia possieda un pianeta adatto: P ≈ 1022. Siamo ancora più generosi e immaginiamo che ogni pianeta sia stato idoneo allo sviluppo della vita per un periodo di tempo pressoché pari all'età dell'Universo: t ≈ 10(elevato a 10) anni. In ogni caso, d deve avere un valore elevato: è questo, dopo tutto, che rende difficile la relativa fase. Quindi immaginiamo che d ≈ 10(elevato a 12), cento volte l'età dell'Universo. Ipotizziamo infine, come prima, che ci siano dodici passaggi difficili: n = 12. Inserendo questi valori nell'espressione indicata sopra otteniamo un numero di specie intelligenti pari a 10(elevato a-15).


Questa linea argomentativa per la non-esistenza delle CET (Civiltà ExtraTerrestri. N.d.Pesce) è stata per la prima volta da Brandon Carter ed è nota come ragionamento antropico. (Nel libro abbiamo già incontrato idee di questo tipo, come quella di Gott sul giorno del giudizio o l'ipotesi di Hart sull’improbabilità della biogenesi, ma incontreremo anche altri esem-pi.) La scelta del termine "antropico" da parte di Carter forse è stata poco fortunata, perché implica che il genere umano sia in qualche modo necessario. Perché il ragionamento funzioni basta che osservatori intelligenti - di qualsiasi tipo - autoselezionino il proprio Universo. In ogni caso, in questo Universo siamo noi a compiere le osservazioni.
La posizione del ragionamento antropico nella scienza è controversa, dato che alcuni lo considerano un'abdicazione alla responsabilità di fornire spiegazioni da parte degli scienziati. Per esempio, l'idea di Smolin della selezione naturale che agisce su interi universi (si veda pagina 85) è un tentativo di distacco dal ragionamento antropico. Ciò nonostante molti scienziati di chiara fama hanno adottato idee antropiche nel tentativo di spiegare diversi tratti dell'Universo che paiono “giusti giusti” per l'evoluzione della vita; se alcune costanti fisiche avessero valori solo leggermente diversi noi non saremmo qui. Le stelle non splenderebbero, oppure l 'Universo sarebbe collassato su se stesso in una frazione di secondo, o non si potrebbero formare gli elementi pesanti, e così via. Il fatto che noi esistiamo potrebbe forse dare un senso a queste osservazioni. (Ma penso anche che in sostanza queste "spiegazioni" si possano ritenere essenzialmente banali.)
Ci sono diversi tipi di ragionamento antropico corrispondenti a diversi principi antropici, ognuno con diverse sfumature di significato. Secondo Carter il principio antropico debole postula che «ciò che possiamo prevedere di osservare deve essere vincolato alle condizioni ne-cessarie alla nostra presenza come osservatori». Il principio antropico debole sembra quasi tautologico. La sua variante forte (lo Strong Anthropic Principle), d'altra parte, è più controversa: «L'Universo (e quindi i parametri fondamentali da cui esso dipende) deve essere tale da ammettere, in una qualche fase, la creazione di osservatori al suo interno». In un libro che è diventato un classico, Barrow e Tipler par-lano anche del principio antropico finale (Final Anthropic Principle), che definiscono dicendo che «nell'Universo la capacità di elaborare informazioni deve svilupparsi necessariamente, e una volta sviluppata non si estinguerà mai». Il matematico Martin Gardner, con ti suo inimitabile stile, ha ribattezzato quest'ultima versione «principio antropico completamente ridicolo» (Completely Ridicolous Anthropic Principle, CRAP).
È interessante notare il titolo assegnato da Tipler al libro in cui ha esposto più in dettaglio le proprie idee sul principio antropico finale: La fisica dell’immortalità. Qui l'autore prende in esame il futuro remoto dell'Universo, dimostrandosi incline a una concezione non dissimile da quella sul punto Omega di Teilhard de Chardin La sua opera dimostra che se l'Universo collassasse in un Big Crunch, un'intelligenza futura avrebbe la possibilità di condurre un numero infinito di computazioni. Ogni essere che fosse mai vissuto potrebbe essere "risuscitato" come simulazione computativa. Secondo la sua interpretazione del principio antropico finale, l'Universo deve essere tale da permettere questa quantità infinita di elaborazioni di informazioni. Ora: anche se le idee di Tipler sono state attaccate nel loro complesso perché troppo speculative (e troppo palesemente religiose), la sua ipotesi ha per lo meno la qualità di essere falsificabile. Egli propone una previsione ben precisa e che si può verificare: l'Universo è chiuso e collasserà su se stesso. Osservazioni recenti, tuttavia, sembrano indicare che l'Universo non solo è aperto, ma si sta espandendo sempre più rapidamente con il passare del tempo. Tipler, a quanto pare, si sbagliava: la sua interpretazione risulta smentita.
Forse un giorno rileveremo segnali di provenienza extraterrestre, o riceveremo addirittura una visita da parte di alieni. Una situazione del genere getterebbe il dubbio sui principi antropici debole e forte. Lascio al lettore la decisione riguardo alla probabilità di una scoperta del genere."

Pescecontro

4921 post
Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA... 23.1.2012 - 22:13 - #25

Pescecontro ha scritto:
Consideriamo ora una coincidenza importante, che costituisce il fulcro del ragionamento che segue.
Da un lato, il nostro Sole è esistito per circa dieci miliardi di anni. Il periodo durante il quale esso riuscirà a sostenere pianeti abitati potrebbe anche essere più breve - infatti alcuni astronomi pensano che l'evoluzione futura del Sole renderà la Terra inabitabile nel giro di uno o due miliardi di anni - quindi la vita "utile" del Sole potrebbe limitarsi a sei o sette miliardi di anni. D'altro lato, Homo sapiens ha fatto la sua comparsa sulla scena quando il Sole aveva circa 4,5 miliardi di anni.


Questo punto non mi torna molto ma forse sono io ke sono tonto e non capisco o forse dovrei chiedere spiegazioni a Stephen Webb o al traduttore del libro...

devildriver

1328 post
Re: Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA... 23.1.2012 - 22:40 - #26

Pescecontro ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
Consideriamo ora una coincidenza importante, che costituisce il fulcro del ragionamento che segue.
Da un lato, il nostro Sole è esistito per circa dieci miliardi di anni. Il periodo durante il quale esso riuscirà a sostenere pianeti abitati potrebbe anche essere più breve - infatti alcuni astronomi pensano che l'evoluzione futura del Sole renderà la Terra inabitabile nel giro di uno o due miliardi di anni - quindi la vita "utile" del Sole potrebbe limitarsi a sei o sette miliardi di anni. D'altro lato, Homo sapiens ha fatto la sua comparsa sulla scena quando il Sole aveva circa 4,5 miliardi di anni.


Questo punto non mi torna molto ma forse sono io ke sono tonto e non capisco o forse dovrei chiedere spiegazioni a Stephen Webb o al traduttore del libro...

mmm... se non sbaglio il sole non esiste da 10 miliardi di anni... ma solo da 4,57...
Per questo che l'uomo rispetto al sole è "appena" arrivato... infatti l'uomo è comparso quando il sole aveva già 4,5 miliardi di anni... vuol dire che la razza umana ha "solo" 70 milioni di anni... che è meno dell' 1,5%
credo che 6-7 miliardi di anni siano la vita attesa del sole, anche se potrebbe arrivare a 10...
Questo è come penso di aver capito io...

Pescecontro

4921 post
Re: Re: Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA... 24.1.2012 - 8:56 - #27

devildriver ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
Consideriamo ora una coincidenza importante, che costituisce il fulcro del ragionamento che segue.
Da un lato, il nostro Sole è esistito per circa dieci miliardi di anni. Il periodo durante il quale esso riuscirà a sostenere pianeti abitati potrebbe anche essere più breve - infatti alcuni astronomi pensano che l'evoluzione futura del Sole renderà la Terra inabitabile nel giro di uno o due miliardi di anni - quindi la vita "utile" del Sole potrebbe limitarsi a sei o sette miliardi di anni. D'altro lato, Homo sapiens ha fatto la sua comparsa sulla scena quando il Sole aveva circa 4,5 miliardi di anni.


Questo punto non mi torna molto ma forse sono io ke sono tonto e non capisco o forse dovrei chiedere spiegazioni a Stephen Webb o al traduttore del libro...

mmm... se non sbaglio il sole non esiste da 10 miliardi di anni... ma solo da 4,57...
Per questo che l'uomo rispetto al sole è "appena" arrivato... infatti l'uomo è comparso quando il sole aveva già 4,5 miliardi di anni... vuol dire che la razza umana ha "solo" 70 milioni di anni... che è meno dell' 1,5%
credo che 6-7 miliardi di anni siano la vita attesa del sole, anche se potrebbe arrivare a 10...
Questo è come penso di aver capito io...


Ora è più chiaro... Sarà stato un errore di traduzione...

Pescecontro

4921 post
Re: Re: Re: Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA... 28.1.2012 - 12:55 - #28

Racconto una piccola coincidenza capitata qualche giorno fa... È una coincidenza ke ha contribuito ad alimentare l'alone di leggenda sui miei poteri jettatori... Un giorno magari racconterò anke le tante altre coincidenze all'origine della leggenda (alcune anke un pochito inquietanti)...

Qualche giorno fa mi stavo documentando su wiki riguardo alla tettonica a placche x elaborare una teoria complottista ispiratami inconsciamente da Paulix e proprio in quel momento c'è stata la prima scossa di terremoto ke è stata avvertita anke nel piacentino...
E' stata divertente poi la reazione dei miei soci alla mia risposta alla consueta domanda di rito ke mi viene posta quando accadono cose del genere ovvero: "Cosa stavi facendo Pe.ro (abbreviazione di Pescecontro. N.d.Pesce) quando è successo?"
X dire ovviamente...

baobao

4108 post
Re: Re: Re: Re: Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA.. 28.1.2012 - 13:10 - #29

Pescecontro ha scritto:
Racconto una piccola coincidenza capitata qualche giorno fa... È una coincidenza ke ha contribuito ad alimentare l'alone di leggenda sui miei poteri jettatori... Un giorno magari racconterò anke le tante altre coincidenze all'origine della leggenda (alcune anke un pochito inquietanti)...

Qualche giorno fa mi stavo documentando su wiki riguardo alla tettonica a placche x elaborare una teoria complottista ispiratami inconsciamente da Paulix e proprio in quel momento c'è stata la prima scossa di terremoto ke è stata avvertita anke nel piacentino...
E' stata divertente poi la reazione dei miei soci alla mia risposta alla consueta domanda di rito ke mi viene posta quando accadono cose del genere ovvero: "Cosa stavi facendo Pe.ro (abbreviazione di Pescecontro. N.d.Pesce) quando è successo?"
X dire ovviamente...




Ehi pesce hai per caso origini Maya?

Pescecontro

4921 post
Re: Re: Re: Re: Re: LA PIU’ GRANDE COINCIDENZA.. 30.1.2012 - 14:42 - #30

baobao ha scritto:
Pescecontro ha scritto:
Racconto una piccola coincidenza capitata qualche giorno fa... È una coincidenza ke ha contribuito ad alimentare l'alone di leggenda sui miei poteri jettatori... Un giorno magari racconterò anke le tante altre coincidenze all'origine della leggenda (alcune anke un pochito inquietanti)...

Qualche giorno fa mi stavo documentando su wiki riguardo alla tettonica a placche x elaborare una teoria complottista ispiratami inconsciamente da Paulix e proprio in quel momento c'è stata la prima scossa di terremoto ke è stata avvertita anke nel piacentino...
E' stata divertente poi la reazione dei miei soci alla mia risposta alla consueta domanda di rito ke mi viene posta quando accadono cose del genere ovvero: "Cosa stavi facendo Pe.ro (abbreviazione di Pescecontro. N.d.Pesce) quando è successo?"
X dire ovviamente...




Ehi pesce hai per caso origini Maya?


Ke io sappia no...
Cmq il mio numero di maglia come portiere di calcetto è sempre stato il 12 anke quando ancora non conoscevo la storia della fine del mondo "pronosticata" dai Maya x il 2012... Quindi nel caso in cui effettivamente quest'anno finisse il mondo aggiungo l'evento al mio curriculum jettatorum...
Per dire...



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