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Pescecontro_

328 post
Re: Brexit o non Brexit? 24.6.2016 - 10:09 - #921

Grandissimi i britannici! CLIKKA
E mitico Nigel Farage!
Mi piace ricordarlo così al Parlamento Europeo:



E' già sopravvisuto ad un paio di attentati...

http://www.byoblu.com/post/minipost/attentato-nigel-farage-sabotata-la-sua-auto




Ciabattino

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Re:Brexit o non Brexit? 25.6.2016 - 10:49 - #922

Anche questa faccenda della Brexit non è facile da capire, la questione è complessa e la parzialità dei media non facilita certamente il compito di cercare di capire come stanno veramente le cose.
A me fa piacere vedere che la maggioranza dei cittadini britannici non si sia lasciata intimorire dalla propaganda catastrofista dei media e delle istituzioni nazionali ed internazionali.
L'esito di questo referendum sembra dare speranza a chi come me è convinto che il sistema sia sbagliato e che l'unico modo di poterlo raddrizzare è quello di una rivoluzione che venga dal basso, dal popolo.
Ieri mi ha quasi commosso sentire al telegiornale la risposta di un cittadino inglese che diceva di avere votato per l'uscita dell'inghilterra dall'europa pur sapendo che questa scelta avrebbe portato a dover subire un periodo difficile ma lo aveva fatto comunque per il bene futuro dei suoi figli.
Spero per loro che abbiano veramente trovato dei leader illuminati con le caratteristiche giuste per guidarli in quella che sembra essere una difficile battaglia di Davide contro Golia, perchè le elitè economiche finanziarie non credo proprio che rivedranno i loro propositi egoistici alla luce di questo voto.
Tanto per dare ancora una volta notizia del modo di come ci vengono date le informazioni posto qui sotto un passaggio che ho trovato casualmente in questo blog di un tipo che non conosco e non ho la più pallida idea di quale siano le sue competenze economiche/finanziarie ma che mette in luce questo interessante aspetto:

"oggi (nota: ieri 24 giugno) il nostro FTSE MIB ha chiuso a -12,48% (-2242 punti!) = crollo record storico...
Persino il giorno dell'attentato alle Torri Gemelle facemmo -7,6%...
Però nessuno vi dice che nelle 4 sedute precedenti Piazza Affari si era sparata un azzardato, surreale e stellare rialzo da quasi +10%, con banche semi-fallite come Carige anche a +18% in una singola seduta...
Dunque il ribasso va contestualizzato
= per ora abbiamo praticamente ridato indietro l'assurdo rialzo di prima su scommessa Bremain...







Ciabattino

461 post
Re: Re:Brexit o non Brexit? 25.6.2016 - 12:46 - #923

SAURI E RETTILI
Sono lì rabbiosi e sconcertati. Trattengono a stento la loro ira; il paonazzo Juncker, il freddo Schulz, il sadico Tusk. Ogni tanto grugniscono, il più delle volte lanciano sibili disperati. Eppure mostrano la loro solita arroganza generata dalla pretesa di considerarsi l’anello terminale di una catena evolutiva che ha trasformato l’homo europaeus in homo globalis.
Sono i brontosauri dell’eurocrazia, i predatori famelici che hanno distrutto il sogno dell’Europa, quella dei Padri fondatori, trasformandola in un’ideologia stupida e funzionale al potere usuraio dell’élite finanziaria.
Sono i rettili del pensiero molle, gli intellettuali allineati al potere, il nulla neuronale che solo la stupidità di un conformismo stomachevole riesce a considerare “maestri del pensiero”; quelli come Roberto Saviano, che paragonano la Brexit all’avvento del nazismo, come ignobili manipolatori della verità.
Sono i sobri tecnocrati e i grigi maggiordomi al servizio del potere invisibile che ci governa a Bruxelles e a Francoforte: quelli come Mario Monti che hanno la faccia di palta di dire che la Brexit è un “abuso di democrazia”, loro che la democrazia l’hanno violentata, calpestata garantendosi il potere sulla pelle dei cittadini.
Quelli come Giorgio Napolitano, il collaborazionista che definisce “azzardo sciagurato” il referendum britannico; e che da Presidente della Repubblica non ha esitato a costruire il complotto contro il proprio paese e contro un governo legittimo e democratico, calpestando quella sovranità popolare che lui avrebbe dovuto difendere.
SONO LORO AD AVER DISTRUTTO L’EUROPA
L’Europa sta morendo non per colpa dei cittadini britannici che hanno scelto il proprio destino ma perché la scelta di uscire da questa Europa è stato presa a causa di politici, tecnocrati, banchieri e intellettuali illuminati, che hanno imposto a tutti noi la più grande menzogna: il sogno ecumenico di un continente ridotto a dominio di un’oligarchia illegittima.
Sono loro ad averci imposto la schiavitù del debito come nuova condizione dove incatenare il nostro futuro; l’imbroglio dell’accoglienza di fronte ad un dramma dell’immigrazione costruito a tavolino nelle stanze chiuse dove si pianifica il nuovo ordine mondialista. Sono loro che stanno trasformando l’Europa in Eurabia, con l’irresponsabilità di chi è pronto a cancellare religioni, tradizioni, storia in nome di un globalismo funzionale al sistema economico e finanziario.
Perché è molto più facile dominare popoli senza più identità (e quindi privi del senso di sé) che non popoli memori del proprio passato (e quindi forti di un futuro); perché è più conveniente un continente lacerato da conflitti sociali, guerre di religione, fallimenti multicuturali perché in questa maniera, loro possono ergersi a garanti dell’ordine, della sicurezza, della Pace e far credere che questa sia la via giusta. Perché il sistema di dominio prende sempre forma attraverso la manipolazione del reale. Lo spiegava Aldous Huxley nel celebre discorso all’Università di Berkeley, quando ricordava che questa ultima rivoluzione consente ad una “oligarchia dominante di portare le persone ad amare la propria schiavitù”.
L’ARCA DI NOÈ
Ora i guardiani dello zoo sono in subbuglio. L’unica possibilità che hanno di mantenerci in gabbia è scatenare il terrore. Provare a raccontarci che se abbattiamo la gabbia non sopravviveremo.
Gia iniziano, sui loro giornali e nelle loro televisioni a arccontarci la fine del mondo, il prossimo Diluvio Universale che cancellerà la vita in Europa.
Trasformeranno questa bagnarola che chiamano UE, nell’Arca di Noé e saranno pronti a dirci che se non restiamo a bordo di questo relitto alla deriva della storia, moriremo tutti.
Hanno già iniziato spiegandoci che ora torneranno le guerre in Europa; che i prussiani stanno per invadere la Francia e che forse l’Italia riproverà a conquistare l’Albania e la Grecia. Imbecilli senza onore che non ricordano che negli ultimi 30 anni le guerre in Europa e nel mondo le hanno scatenate loro con le finte primavere arabe e le rivoluzioni colorate.
Vi diranno che fuori dell’UE crollerà l’economia, come se questa mostruosità, mix di feudalesimo e comunismo, non stia già distruggendo il nostro sistema produttivo, le nostre imprese, la nostra economia reale, imponendo una moneta creata dal nulla da stolti alchimisti e una pressione fiscale autoritaria ed espropriante.
UN VOTO CONTRO L’ÉLITE
Ma la storia rimane un percorso imprevedibile anche per i più scaltri pianificatori. Per questo il voto inglese va letto non contro l’Europa ma contro l’élite che domina l’Europa.
Per questo, vecchi e rabbiosi dinosauri, io spero che la Brexit sia solo il primo meteorite di una pioggia che vi spazzerà via, riconsegnandoci il nostro destino.

Fonte: L'anarca

Ciabattino

461 post
Se sei in gamba, tranquillo, sfondi 16.7.2016 - 9:17 - #924

Povertà, il sociologo Domenico De Masi: “Ripresa economica? Le parole di governanti ed economisti sono criminali”

Il professore di sociologia del lavoro commenta i dati Istat che fotografano un Paese in cui cresce la povertà assoluta: "Una ripresa dei Paesi ricchi è impossibile perché sono talmente ricchi che non possono aumentare ulteriormente la loro ricchezza. L’unica è redistribuire la ricchezza finché di ricchezza ce n’è. La povertà e la disperazione sono benzina per l’incendio"

“Non si è ancora scatenata la rabbia. E’ questa la fortuna dei politicanti che vediamo a Ballarò, degli economisti che suonano il violino della ripresa sul Titanic. Ma succederà, perché la crescita delle diseguaglianze a questo porta”. Domenico De Masi, sociologo, professore di Sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma, lo ripete da anni: il refrain della ripresa è una gigantesca invenzione su cui tutti siamo seduti, che viene propinata dalle élite che ci governano e dicono “balle” al popolo anziché la verità: “Altro che ripresa, siamo destinati a decrescere e l’unica strada per governare questo ineluttabile processo è contenere le diseguaglianze redistribuendo la ricchezza che resta, assicurando a tutti il necessario e togliendo il superfluo dove c’è”.
De Masi legge i dati Istat sulla povertà assoluta, che in Italia tocca ormai 4,6 milioni di persone, il massimo dal 2005. “Certificano che le parole dei nostri governanti ed economisti – a questo punto – non sono solo false, sono criminali. Per quanto potranno ignorare ancora questa insoddisfazione globale per l’iniqua distribuzione della ricchezza che galoppa?”.

De Masi, se la ripresa è una balla perché andargli ancora dietro?
Ti do due dati, uno a livello mondiale e uno tutto italiano. Dieci anni fa 85 persone al mondo secondo Forbes possedevano da sole la ricchezza di tre miliardi e mezzo di persone, la metà dell’umanità intera. Oggi, dieci anni dopo, i poveri hanno la ricchezza non più di 85 persone ricche ma di 65. La tendenza sembra dire che arriveremo al punto in cui una sola persona possederà praticamente tutto. Altro dato, per l’Italia: nel 2007, cioè alla vigilia della grande crisi, dieci famiglie avevano la ricchezza di tre milioni di italiani, dopo otto anni di crisi le stesse famiglie hanno la ricchezza di 6 milioni di italiani, cioè hanno raddoppiato la loro ricchezza mentre raddoppiava il numero dei poveri. Questi dati dimostrano quanto galoppa la disuguaglianza.
Cosa c’è al fondo di questa “caduta”?
Da quando un modello di vita ha prevalso diventando dominante su altri si è rotto qualcosa. Durante la Guerra Fredda tra Occidente e Oriente, un mondo orientale in nome del socialismo rinunciava alla ricchezza di pochi ma assicurava ai suoi cittadini la sopravvivenza, la scuola e la sanità. Magari imponendo altri prezzi su altri fronti, certo. E’ quello che succede ancora oggi a Cuba, per qualche tempo ancora. Poi c’era un mondo basato sul liberalismo che poneva in primo piano la capacità dei singoli per cui i più capaci hanno di più e i meno capaci hanno di meno. Con la caduta del Muro di Berlino, in effetti, il Comunismo non ha perso ma il Capitalismo non ha vinto. Perché il primo sapeva distribuire la ricchezza senza saperla produrre, il secondo la sa produrre e non sa distribuirla. E’ un paradosso ormai acclarato per tutti i Paesi capitalisti.
Ma il cittadino con chi si deve lamentare?
Con quegli economisti e quei politici che continuano a dire che c’è una ripresa. Una ripresa dei Paesi ricchi è impossibile perché sono talmente ricchi che non possono aumentare ulteriormente la loro ricchezza. Noi, Italia, su 196 Paesi siamo all’ottavo posto al mondo come Pil. Ogni italiano ha un Pil pro capite di 36mila dollari. I cinesi ne hanno 6000 dollari, gli indiani 1.500. Come facciamo noi ad aumentare ancora?
E quando vengono ancora spese promesse su questo rilancio dell’economia?
Non sono solo balle, sono al più esternazioni criminali. Sono dichiarazioni di economisti e politici che o non sanno come stanno le cose e allora hanno una colpevole ignoranza oppure sanno come vanno le cose e dicono bugie e sono dei criminali.
E la gente che affolla il Titanic suonando il violino della ripresa?
E’ la gente che vedi in tv la sera a Ballarò, da Vespa. E’ gente che parla per compiacere il Principe dice che le cose stanno andando meglio, quando sarebbe onesto verso il popolo dire “guardate, siamo cresciuti tanto e non possiamo crescere di più”. Non c’è niente da fare. Possiamo solo sperare di mantenere la posizione in cui siamo e decrescere lentamente con minori diseguaglianze possibili. Per non diminuire la nostra dose di “felicità”, dovendo però decrescere, dobbiamo togliere le cose superflue in modo che quelle necessarie rimangano a tutti.
Le famose spending review che si sono evitate a tutti i costi, arrivando a “tagliare” i commissari incaricati di farle?
Se pensa che abbiamo una situazione della sanità molto peggiore a quella di quattro anni fa, che oggi il cittadino paga molte più medicine per cui alcuni non potendo comprarle neppure si curano più… Per avere un’analisi clinica da parte di una Asl devi aspettare quattro o cinque mesi e nel frattempo muori… Beh, in un Paese ancora ricco come il nostro è una vergogna.
Allora, che fare?
L’unica è redistribuire la ricchezza finché di ricchezza ce n’è. Ognuno di noi getta la metà di quello che ha nel frigorifero. Educazione dei cittadini all’autorisparmio, forse. Ma se il voto viene dato ancora oggi a soggetti che portano avanti visioni liberali dell’economia non ne verremo mai a capo. Quelle idee ci porteranno a capo fitto in una terza rivoluzione perché prima o poi la gente si stufa. Vedi quanti episodi ci appaiono folli, le sparatorie, gli attacchi di gente apparentemente uscita di senno. La povertà e la disperazione sono benzina per l’incendio. Non è altro che la punta dell’iceberg di una insoddisfazione globale per l’iniqua distribuzione della ricchezza.
Qualcuno parlando di “decrescita felice” sembra intravvedere perfino del “bello” dietro alle nuove povertà, un po’ come i neorealisti nel cinema del Dopoguerra…
Macché, di felice c’è ben poco. Quello è sempre il bello visto dalla parte dei ricchi. E’ un racconto della povertà e della Chiesa sui poveri che sono “beati perché loro è il regno dei cieli”. E’ un fatto consolatorio: possiamo dire che nel 2016 queste forme di contenimento sono del tutto desuete e insufficienti? L’unica vera consolazione, se si può dire, è che i poveri trattengono ancora la rabbia. Perché quando esploderà i non poveri avranno da rimettere. Quando ci fu la Rivoluzione francese furono ghigliottinati 23mila nobili. E’ questo – anche nelle forme più civili che una rivolta assumerebbe oggi – che le élite, più di tutto, non vogliono”

Vuoi la fonte ? : Eccola!

dodo

924 post
Re: Se sei in gamba, tranquillo, sfondi 16.7.2016 - 11:18 - #925

Ciabattino ha scritto:
Povertà, il sociologo Domenico De Masi: “Ripresa economica? Le parole di governanti ed economisti sono criminali”

Il professore di sociologia del lavoro commenta i dati Istat che fotografano un Paese in cui cresce la povertà assoluta: "Una ripresa dei Paesi ricchi è impossibile perché sono talmente ricchi che non possono aumentare ulteriormente la loro ricchezza. L’unica è redistribuire la ricchezza finché di ricchezza ce n’è. La povertà e la disperazione sono benzina per l’incendio"

“Non si è ancora scatenata la rabbia. E’ questa la fortuna dei politicanti che vediamo a Ballarò, degli economisti che suonano il violino della ripresa sul Titanic. Ma succederà, perché la crescita delle diseguaglianze a questo porta”. Domenico De Masi, sociologo, professore di Sociologia del lavoro alla Sapienza di Roma, lo ripete da anni: il refrain della ripresa è una gigantesca invenzione su cui tutti siamo seduti, che viene propinata dalle élite che ci governano e dicono “balle” al popolo anziché la verità: “Altro che ripresa, siamo destinati a decrescere e l’unica strada per governare questo ineluttabile processo è contenere le diseguaglianze redistribuendo la ricchezza che resta, assicurando a tutti il necessario e togliendo il superfluo dove c’è”.
De Masi legge i dati Istat sulla povertà assoluta, che in Italia tocca ormai 4,6 milioni di persone, il massimo dal 2005. “Certificano che le parole dei nostri governanti ed economisti – a questo punto – non sono solo false, sono criminali. Per quanto potranno ignorare ancora questa insoddisfazione globale per l’iniqua distribuzione della ricchezza che galoppa?”.

De Masi, se la ripresa è una balla perché andargli ancora dietro?
Ti do due dati, uno a livello mondiale e uno tutto italiano. Dieci anni fa 85 persone al mondo secondo Forbes possedevano da sole la ricchezza di tre miliardi e mezzo di persone, la metà dell’umanità intera. Oggi, dieci anni dopo, i poveri hanno la ricchezza non più di 85 persone ricche ma di 65. La tendenza sembra dire che arriveremo al punto in cui una sola persona possederà praticamente tutto. Altro dato, per l’Italia: nel 2007, cioè alla vigilia della grande crisi, dieci famiglie avevano la ricchezza di tre milioni di italiani, dopo otto anni di crisi le stesse famiglie hanno la ricchezza di 6 milioni di italiani, cioè hanno raddoppiato la loro ricchezza mentre raddoppiava il numero dei poveri. Questi dati dimostrano quanto galoppa la disuguaglianza.
Cosa c’è al fondo di questa “caduta”?
Da quando un modello di vita ha prevalso diventando dominante su altri si è rotto qualcosa. Durante la Guerra Fredda tra Occidente e Oriente, un mondo orientale in nome del socialismo rinunciava alla ricchezza di pochi ma assicurava ai suoi cittadini la sopravvivenza, la scuola e la sanità. Magari imponendo altri prezzi su altri fronti, certo. E’ quello che succede ancora oggi a Cuba, per qualche tempo ancora. Poi c’era un mondo basato sul liberalismo che poneva in primo piano la capacità dei singoli per cui i più capaci hanno di più e i meno capaci hanno di meno. Con la caduta del Muro di Berlino, in effetti, il Comunismo non ha perso ma il Capitalismo non ha vinto. Perché il primo sapeva distribuire la ricchezza senza saperla produrre, il secondo la sa produrre e non sa distribuirla. E’ un paradosso ormai acclarato per tutti i Paesi capitalisti.
Ma il cittadino con chi si deve lamentare?
Con quegli economisti e quei politici che continuano a dire che c’è una ripresa. Una ripresa dei Paesi ricchi è impossibile perché sono talmente ricchi che non possono aumentare ulteriormente la loro ricchezza. Noi, Italia, su 196 Paesi siamo all’ottavo posto al mondo come Pil. Ogni italiano ha un Pil pro capite di 36mila dollari. I cinesi ne hanno 6000 dollari, gli indiani 1.500. Come facciamo noi ad aumentare ancora?
E quando vengono ancora spese promesse su questo rilancio dell’economia?
Non sono solo balle, sono al più esternazioni criminali. Sono dichiarazioni di economisti e politici che o non sanno come stanno le cose e allora hanno una colpevole ignoranza oppure sanno come vanno le cose e dicono bugie e sono dei criminali.
E la gente che affolla il Titanic suonando il violino della ripresa?
E’ la gente che vedi in tv la sera a Ballarò, da Vespa. E’ gente che parla per compiacere il Principe dice che le cose stanno andando meglio, quando sarebbe onesto verso il popolo dire “guardate, siamo cresciuti tanto e non possiamo crescere di più”. Non c’è niente da fare. Possiamo solo sperare di mantenere la posizione in cui siamo e decrescere lentamente con minori diseguaglianze possibili. Per non diminuire la nostra dose di “felicità”, dovendo però decrescere, dobbiamo togliere le cose superflue in modo che quelle necessarie rimangano a tutti.
Le famose spending review che si sono evitate a tutti i costi, arrivando a “tagliare” i commissari incaricati di farle?
Se pensa che abbiamo una situazione della sanità molto peggiore a quella di quattro anni fa, che oggi il cittadino paga molte più medicine per cui alcuni non potendo comprarle neppure si curano più… Per avere un’analisi clinica da parte di una Asl devi aspettare quattro o cinque mesi e nel frattempo muori… Beh, in un Paese ancora ricco come il nostro è una vergogna.
Allora, che fare?
L’unica è redistribuire la ricchezza finché di ricchezza ce n’è. Ognuno di noi getta la metà di quello che ha nel frigorifero. Educazione dei cittadini all’autorisparmio, forse. Ma se il voto viene dato ancora oggi a soggetti che portano avanti visioni liberali dell’economia non ne verremo mai a capo. Quelle idee ci porteranno a capo fitto in una terza rivoluzione perché prima o poi la gente si stufa. Vedi quanti episodi ci appaiono folli, le sparatorie, gli attacchi di gente apparentemente uscita di senno. La povertà e la disperazione sono benzina per l’incendio. Non è altro che la punta dell’iceberg di una insoddisfazione globale per l’iniqua distribuzione della ricchezza.
Qualcuno parlando di “decrescita felice” sembra intravvedere perfino del “bello” dietro alle nuove povertà, un po’ come i neorealisti nel cinema del Dopoguerra…
Macché, di felice c’è ben poco. Quello è sempre il bello visto dalla parte dei ricchi. E’ un racconto della povertà e della Chiesa sui poveri che sono “beati perché loro è il regno dei cieli”. E’ un fatto consolatorio: possiamo dire che nel 2016 queste forme di contenimento sono del tutto desuete e insufficienti? L’unica vera consolazione, se si può dire, è che i poveri trattengono ancora la rabbia. Perché quando esploderà i non poveri avranno da rimettere. Quando ci fu la Rivoluzione francese furono ghigliottinati 23mila nobili. E’ questo – anche nelle forme più civili che una rivolta assumerebbe oggi – che le élite, più di tutto, non vogliono”

Vuoi la fonte ? : Eccola!



...... e tutti quanti stiamo già aspettando! (cit. L. Dalla)

Pescecontro_

328 post
La fabbrica di San Pietro 21.7.2016 - 19:17 - #926

LA FABBRICA DI SAN PIETRO

Solo recentemente ho visto il film documentario di Michael Moore uscito nel 2009 ed intitolato “Capitalism: A Love Story”. In tale documentario viene citato un dossier di Citigroup riservato ad azionisti ultraricchi in cui i loro analisti individuano un fattore decisivo che potrebbe ostacolare a breve termine il proseguimento del controllo della ricchezza da parte dell'1% più ricco (a parte guerra, inflazione, interruzione dello sviluppo tecnologico, o un disastro finanziario): la richiesta di una distribuzione più equa della ricchezza da parte della società. Secondo loro infatti, a livello sociale, la minaccia maggiore deriva dal potere di voto dei più poveri che potrebbe minacciare la plutonomia (CLIKKA).
Sempre stando al rapporto di Citigroup, forse un motivo per cui le società consentono la plutonomia è perché una buona parte dell’elettorato crede che avrà la possibilità di diventare un Plutocrate. Perché terminarla se voi potete farne parte? In un senso questo è la realizzazione del “sogno Americano”. Tuttavia, se i votanti sentissero di non poter partecipare, è più probabile che vorrebbero dividere la torta della ricchezza, piuttosto che aspirare a diventare veramente ricchi.

Questo mi ha fatto riflettere nuovamente anche sull’ipotetico piano “secolare” di dominio del mondo (globalizzazione, Nuovo Ordine Mondiale, etc.)…

Uno dei motivi principali che mi ha sempre fatto pensare che dietro all’eventuale “Grande Complotto” , il piano secolare per il dominio del mondo, ci fossero Entità Non Umane (ENU), è l’articolo intitolato “Il segreto della giusta scelta” riportato sulla rivista Geo n. 43/09 come si può evincere dal seguente brano tratto da un post del lontano 15/03/2011:

Pescecontro ha scritto:

3) L’idea del progetto secolare di dominio del mondo del NWO (New World Order = nuovo ordine mondiale) non sta in piedi.

Il materiale documentale raccolto dai ricercatori nel corso degli anni è ormai in grado di dimostrare che un super-governo ombra diretto dall’alta finanza internazionale coordina da tempo le azioni e i programmi dei nostri rappresentanti di ogni colore politico per realizzare i propri disegni di dominio assoluto, la cosiddetta globalizzazione. Un progetto che viene presentato ai popoli come un bene per l’umanità, ma il cui unico vero e sordido scopo è la privatizzazione del mondo. Si tratta di ciò che la Massoneria ama definire “Nuovo Ordine Mondiale”, un piano secolare che contempla la concentrazione di tutte le risorse del pianeta nelle mani di una infima élite.” (pag. 14 del libro “Rivelazioni non autorizzate”.

Ma com’è possibile che la famigerata élite dell’alta finanza internazionale (costituita da membri di famiglie che tramandano i loro progetti di generazione in generazione – sempre secondo la teoria del complotto – solo ai membri delle medesime famiglie) siano in grado di portare avanti un piano secolare quando è risaputo che il nostro cervello fallisce miseramente nelle valutazioni a lungo termine? In un articolo apparso sul n. 43/09 della rivista Geo c’è un paragrafo significativo a tal proposito intitolato “IL FUTURO, KILLER DELLE DECISIONI”. Anche per i più grandi strateghi è impossibile fare un piano a lungo termine per il dominio del mondo. Inoltre a che pro un uomo (la cui aspettativa di vita è attorno agli 80 anni) dovrebbe ideare e cercare di attuare un progetto di tipo secolare?
Ci possono essere svariate risposte che io però riassumerei in 2 blocchi:
A) La risposta più plausibile: Non esiste alcun Grande Complotto;
B) Tante altre risposte più bizzarre:
I grandi complottisti:
- non sono esseri umani;
- sono immortali tipo i vampiri;
- sono in grado di controllare e guidare le reincarnazioni attraverso nascite all’interno della medesima famiglia;
etc. etc. (qui ci si può sbizzarrire con le teorie più strampalate…)



Ma non ho tenuto in considerazione un possibile diverso modo di ragionare… La forma mentis “Fabbrica di San Pietro”…
La costruzione dell'attuale basilica di San Pietro infatti fu iniziata nel 1506 e si concluse nel 1626, quindi fu eretta in un arco di tempo di 120 anni. In tale periodo sono stati cambiati diversi progetti ma alla fine la basilica è stata ultimata… Allo stesso modo il piano secolare di dominio del mondo potrebbe aver cambiato progetti nel corso del tempo (in base al contesto delle varie epoche ed alle idee dei capi di turno) ma mantenendo il medesimo obiettivo… Che amarezza però se fosse così…
Io preferisco credere nell’esistenza degli ENU…



Ciabattino

461 post
Re: La fabbrica di San Pietro 23.7.2016 - 9:20 - #927

Io resto stupito quando sento discorsi tipo non esiste nessun complotto, quando è decenni che sentiamo tutte le massime autorità istituzionali di tutto il mondo, cioè quelle persone che stanno alla plancia di comando, fare discorsi del loro convinto impegno a far si che le società diventino più giuste ed eque e poi invece ogni anno la fotografia che ci restituiscono i dati sullo stato di salute delle nostre società ci mostra una realtà dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
E' come credere che negli USA non si riesce a fare leggi per diminuire la circolazione di armi da fuoco per colpa di una potentissima e inevitabile forza naturale a cui la volontà umana che cerca di contrastarla gli fa un baffo.
Sicuramente le cose stanno così perché l'ultima volta che Obama (niente popò di meno che il presidente degli USA) ha fatto un bellissimo discorso contro le "armi domestiche" lo ha fatto commuovendosi fino alle lacrime, eppure......
Sveglia, giù dalle brande!!!!
Naturalmente io non ho un idea chiara di chi siano e come si organizzano queste "forze" che impediscono la formazione di società eque ma a differenza di te Pescecontro, non mi sembra per niente un controsenso che le persone ricchissime pur avendo soldi (e di conseguenza tutti i privilegi che ne conseguono) già a sufficienza per soddisfare tutti i loro capricci per tutta la loro vita e di quelli di diverse generazioni dei loro discendenti si impegnino per conservare o addirittura aumentare questo loro status.
Che sia nelle corde degli uomini questo tipo di atteggiamento egoistico lo vediamo tutti i giorni in tutti i campi: cosa spinge per esempio il vecchio Berlusconi, tanto per fare il solito esempio della nostra italietta per quanto riguarda il settore del business, oppure un Valentino Rossi per lo sport, un Vasco Rossi nella musica, un Gualtiero Marchesi nella ristorazione ecc. a continuare a voler restare sulla cresta dell'onda dopo essere stati al top dei loro settori per decenni e aver guadagnato cifre da capogiro?
Non è forse la stessa filosofia di tutte le grosse aziende quella di ingrandirsi e guadagnare sempre più quote di mercato?

Pescecontro_

328 post
Re: Re: La fabbrica di San Pietro 27.7.2016 - 14:20 - #928

Ciabattino ha scritto:
Io resto stupito quando sento discorsi tipo non esiste nessun complotto, quando è decenni che sentiamo tutte le massime autorità istituzionali di tutto il mondo, cioè quelle persone che stanno alla plancia di comando, fare discorsi del loro convinto impegno a far si che le società diventino più giuste ed eque e poi invece ogni anno la fotografia che ci restituiscono i dati sullo stato di salute delle nostre società ci mostra una realtà dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
E' come credere che negli USA non si riesce a fare leggi per diminuire la circolazione di armi da fuoco per colpa di una potentissima e inevitabile forza naturale a cui la volontà umana che cerca di contrastarla gli fa un baffo.
Sicuramente le cose stanno così perché l'ultima volta che Obama (niente popò di meno che il presidente degli USA) ha fatto un bellissimo discorso contro le "armi domestiche" lo ha fatto commuovendosi fino alle lacrime, eppure......
Sveglia, giù dalle brande!!!!
Naturalmente io non ho un idea chiara di chi siano e come si organizzano queste "forze" che impediscono la formazione di società eque ma a differenza di te Pescecontro, non mi sembra per niente un controsenso che le persone ricchissime pur avendo soldi (e di conseguenza tutti i privilegi che ne conseguono) già a sufficienza per soddisfare tutti i loro capricci per tutta la loro vita e di quelli di diverse generazioni dei loro discendenti si impegnino per conservare o addirittura aumentare questo loro status.
Che sia nelle corde degli uomini questo tipo di atteggiamento egoistico lo vediamo tutti i giorni in tutti i campi: cosa spinge per esempio il vecchio Berlusconi, tanto per fare il solito esempio della nostra italietta per quanto riguarda il settore del business, oppure un Valentino Rossi per lo sport, un Vasco Rossi nella musica, un Gualtiero Marchesi nella ristorazione ecc. a continuare a voler restare sulla cresta dell'onda dopo essere stati al top dei loro settori per decenni e aver guadagnato cifre da capogiro?
Non è forse la stessa filosofia di tutte le grosse aziende quella di ingrandirsi e guadagnare sempre più quote di mercato?


Mi sa che non ci siamo capiti... Nel mio post precedente io mostravo perplessità solo riguardo al "Grande Complotto", quello con le iniziali maiuscole... Un complotto che comprende tutti gli altri... Un piano secolare di dominio del mondo che controlla tutto... Infatti anche al punto 4) del succitato post del 2011 scrivevo quanto segue:

Pescecontro ha scritto:

4) L’idea di un Grande Complotto che raggruppa tutti i complotti distoglie l’attenzione dai tanti piccoli complotti realmente esistenti.

Come riportato a pag. 40 del n. 52 di febbraio 2011 di Focus Storia in un articolo che parla di complotti e congiure (come potevo perdermelo? ):
Chi vede complotti mondiali, insomma, rischia di perdere di vista le vere trame oscure, di solito locali. E i complottisti finiscono per fare il gioco di chi la verità la vuole nascondere. Non solo. Se nell’immediato le teorie complottiste rassicurano la nostra mente, alla lunga sono pericolose. Finiscono infatti per alimentare paure incontrollate che rischiano di degenerare in conflitti sociali e violenze ben più reali.


Ad esempio è ovvio che dietro all'impossibilità negli USA di fare leggi per diminuire la circolazione di armi da fuoco ci siano le lobby delle armi... Ma è assai più difficile che questo faccia parte di un piano più ampio che non miri solo a guadagni immediati...

Certo, non è facile accettarlo, ma non c’è nessun complotto, non c’è nemmeno un capo, è soltanto un grosso equivoco che genera l’illusione di un piano generale. Riesci a capirlo? Il grande fratello non ti controlla affatto. (David Worth nel film "Cube - Il cubo")


Ciabattino

461 post
Re: La fabbrica di San Pietro 31.7.2016 - 9:28 - #929

Non sono per niente d'accordo nel ritenere che "le vere trame oscure" che senza dubbio esistono, siano solo del tipo che si limitano ad agire localmente.
Di uomini con l'ambizione di dominare il mondo o buona parte di questo, senza stare a sottilizzare troppo sul rispetto delle vite umane altrui nel corso della storia ce ne sono stati talmente tanti che anche un ignorantone come me non fa fatica a ricordarne, senza pensarci troppo, cinque: Gaio Giulio Cesare, Gengis Khan, Napoleone, Adolf Hitler, Mao Tse-tungè
Ho la sensazione che se ci si impegna un attimo ad approfondire la questione si possa scoprire che di questi tipi di uomini particolarmente "ambiziosi" nella storia ce ne sono stati a vagonate, come se piovesse.
Qualcosa mi dice anche che il gene o la combinazione di geni presenti nei DNA di questi curiosi individui che li hanno resi così tanto ambiziosi e determinati e perché no, anche capaci nel portare avanti i loro megaprogetti, non si siano estinti con loro ma al contrario, temo che continuino a far parte del patrimonio genetico dell'umanità e che inevitabilmente su qualche individuo hanno il sopravvento.
Questo mio sospetto penso che possa essere avvalorato da prove scientifiche se è vero quel che si dice riguardo al fatto che questi particolari soggetti non solo hanno dato prova di non considerare la posizione della chiesa cattolica in materia di rapporti sessuali prima e durante il matrimonio ma soprattutto perché, sempre per sentito dire, pare pure che trovare precauzioni per evitare o limitare di spargere in modo copioso il loro liquido seminale su terreni ubertosi non sia stato in cima alla lista dei loro interessi.
Terreni ubertosi che tra l'altro, sembra che trovassero con facilità e in grandi quantità anche senza essere troppo romantici.
Non so se possa da tempo esistere una specie di ristretto club di uomini potenti che tramano nell'ombra con lo scopo di arrivare un giorno a dominare il mondo, magari alla luce del sole, ma visto che è accertato che la tendenza in atto da diversi anni è quella di avere società dove i super ricchi sono sempre meno e sempre più ricchi e i poveri sono sempre di più e più poveri, in un mondo dove le risorse, se equamente distribuite, bastano per garantire una vita dignitosa a tutti, questa ipotesi dell'esistenza del club esclusivo di vecchia data non mi sento di scartarla a priori.
Può essere benissimo che la tendenza ad una sempre maggiore distribuzione iniqua delle ricchezze possa essere nata diciamo, in modo casuale, che sia cioè il frutto di molti egoismi, slegati uno dall'altro, senza che ci sia stato dietro un disegno progettato e portato avanti da un associazione di oscuri megalomani.
Nel caso fosse vera questa seconda ipotesi della casualità, il comportamento tenuto dalle autorità istituzionali, nazionali e internazionali che hanno a disposizione le leve di comando per aggiustare la rotta delle nostre società, incentiva però il sospetto che almeno da quando è stato chiaro dove si stava andando a parare qualcuno si sia e stia agendo, con successo, per contrastare la volontà della stragrande maggioranza delle persone al mondo che chiedono ai governanti un cambiamento di rotta verso società più eque.
Quale sarà il motivo per cui da qualche anno si sente parlare di globalizzazione e i "grandi" sono in prima linea a spiegarci che globale è bello quando i dati citati prima non incoraggiano ad essere ottimisti?

Pescecontro_

328 post
Re: Re: La fabbrica di San Pietro 31.7.2016 - 20:38 - #930

Ciabattino ha scritto:
Non sono per niente d'accordo nel ritenere che "le vere trame oscure" che senza dubbio esistono, siano solo del tipo che si limitano ad agire localmente.
Di uomini con l'ambizione di dominare il mondo o buona parte di questo, senza stare a sottilizzare troppo sul rispetto delle vite umane altrui nel corso della storia ce ne sono stati talmente tanti che anche un ignorantone come me non fa fatica a ricordarne, senza pensarci troppo, cinque: Gaio Giulio Cesare, Gengis Khan, Napoleone, Adolf Hitler, Mao Tse-tungè
Ho la sensazione che se ci si impegna un attimo ad approfondire la questione si possa scoprire che di questi tipi di uomini particolarmente "ambiziosi" nella storia ce ne sono stati a vagonate, come se piovesse.
Qualcosa mi dice anche che il gene o la combinazione di geni presenti nei DNA di questi curiosi individui che li hanno resi così tanto ambiziosi e determinati e perché no, anche capaci nel portare avanti i loro megaprogetti, non si siano estinti con loro ma al contrario, temo che continuino a far parte del patrimonio genetico dell'umanità e che inevitabilmente su qualche individuo hanno il sopravvento.
Questo mio sospetto penso che possa essere avvalorato da prove scientifiche se è vero quel che si dice riguardo al fatto che questi particolari soggetti non solo hanno dato prova di non considerare la posizione della chiesa cattolica in materia di rapporti sessuali prima e durante il matrimonio ma soprattutto perché, sempre per sentito dire, pare pure che trovare precauzioni per evitare o limitare di spargere in modo copioso il loro liquido seminale su terreni ubertosi non sia stato in cima alla lista dei loro interessi.
Terreni ubertosi che tra l'altro, sembra che trovassero con facilità e in grandi quantità anche senza essere troppo romantici.
Non so se possa da tempo esistere una specie di ristretto club di uomini potenti che tramano nell'ombra con lo scopo di arrivare un giorno a dominare il mondo, magari alla luce del sole, ma visto che è accertato che la tendenza in atto da diversi anni è quella di avere società dove i super ricchi sono sempre meno e sempre più ricchi e i poveri sono sempre di più e più poveri, in un mondo dove le risorse, se equamente distribuite, bastano per garantire una vita dignitosa a tutti, questa ipotesi dell'esistenza del club esclusivo di vecchia data non mi sento di scartarla a priori.
Può essere benissimo che la tendenza ad una sempre maggiore distribuzione iniqua delle ricchezze possa essere nata diciamo, in modo casuale, che sia cioè il frutto di molti egoismi, slegati uno dall'altro, senza che ci sia stato dietro un disegno progettato e portato avanti da un associazione di oscuri megalomani.
Nel caso fosse vera questa seconda ipotesi della casualità, il comportamento tenuto dalle autorità istituzionali, nazionali e internazionali che hanno a disposizione le leve di comando per aggiustare la rotta delle nostre società, incentiva però il sospetto che almeno da quando è stato chiaro dove si stava andando a parare qualcuno si sia e stia agendo, con successo, per contrastare la volontà della stragrande maggioranza delle persone al mondo che chiedono ai governanti un cambiamento di rotta verso società più eque.
Quale sarà il motivo per cui da qualche anno si sente parlare di globalizzazione e i "grandi" sono in prima linea a spiegarci che globale è bello quando i dati citati prima non incoraggiano ad essere ottimisti?


Opinioni interessanti... In realtà, l'idea del Grande Complotto è quella ke intriga di più anke me, soprattutto nella versione in cui ci sono dietro gli ENU (Entità Non Umane), nonostante quest'ultima versione sia la meno plausibile... Riporto a tal proposito un brano di Isaac Asimov preso dal libro "Civiltà extraterrestri" riguardo agli spiriti:

Si potrebbe facilmente obiettare che gli esseri umani non hanno diritto di dire che questo o quello è «inammissibile», che la definizione di soprannaturale può derivare da una conoscenza limitata e incompleta. Ogni scienziato deve ammettere che non conosciamo tutte le leggi di natura che possono esistere, e non capiamo fino in fondo tutte le implicazioni e i limiti delle leggi di natura che pensiamo esistenti. Oltre quel poco che sappiamo, può esserci molto che sembra «soprannaturale» alla nostra debole comprensione, ma pure c'è.
Benissimo, ma ...
L'ignoranza può portare a una deficienza di conclusioni. Quando diciamo «tutto può accadere, tutto può essere, perché sappiamo così poco che non abbiamo il diritto di dire "questo è" o "questo non è"», qualunque ragionamento si blocca. Non possiamo eliminare niente, non possiamo affermare niente. Tutto quello che possiamo fare è mettere insieme parole e concetti sulla base dell'intuizione, o della fede, o della rivelazione, e purtroppo sembra che non esistano due popoli che condividano la stessa intuizione o fede o rivelazione. Per quanto arbitrario possa sembrare, quello che dobbiamo fare è stabilire regole e porre limiti. Così sapremo cosa possiamo dire all'interno di queste regole e limiti.
La visione scientifica dell'universo ammette solo i fenomeni che, in un modo o nell'altro, possono essere osservati da tutti, e le generalizzazioni (che chiamiamo «leggi di natura») che si possono dedurre dalle osservazioni.


Ma questa (con la regia degli ENU) non mi pare una versione del Grande Complotto che attira molto te, Ciabattino...

Cmq, tornando alle teorie del Grande Complotto più "terra terra", ad ogni buon conto, credo ke ci voglia anke qualcuno ke faccia la parte dell'avvocato del diavolo...



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